venerdì 14 dicembre 2012
martedì 11 dicembre 2012
mercoledì 5 dicembre 2012
ARTICOLO DI SPAZIO NAPOLI 3/12/2012
Francesca Faiella: portatrice sana del tifo partenopeo nella Capitale
Questa settimana vi racconteremo la storia di un amore che intercorre da 46 anni tra la maglia azzurra ed una delle sue più ligie ed ottemperanti tifose.
Un amore coltivato a distanza, seppure i chilometri che si interpongono tra Francesca Faiella, la protagonista di questa “favola azzurra“, e la sua città natale, siano relativamente esigui, in questo caso, il concetto di “distanza” assume l’accezione di senso di divario ideologico, poiché si ambienta in un territorio al quanto ostico e poco avvezzo ad accogliere fedi calcistiche diverse da quelle che il Dna impone: il Lazio.
La regione madre della Capitale, già arduamente abitata da un popolo scisso in due fazioni che definire avverse è riduttivo.
Romanisti e laziali, figli della stessa terra, ma rivali eterni e per l’eternità.
“Sono nata a Visciano, un piccolo paese in provincia di Napoli. - Racconta Francesca – Mi sono trasferita subito ad Ostia (Roma) poiché mio padre prestava servizio presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare.
Come ogni napoletano che vive lontano dalla sua città, ho mantenuto, fin da piccola, un legame affettivo molto forte con le mie origini.
Mi sono innamorata, invece, della squadra del Napoli, grazie al tifo sfegatato di mio nonno materno, con il quale seguivo le partite ogni qualvolta mi recavo al paese e dal quale ho imparato la storia e le formazioni dell’epoca: ha saputo trasmettermi quella intensa passione che solo un tifoso napoletano possiede.
Vivendo a Roma, nel corso degli anni, mi sono trovata spesso a dovermi confrontare con la tifoseria locale e pur essendo donna, non ho mai evitato il raffronto difendendo “a denti stretti” il mio credo….Senza abbassare mai la testa!
Potrei raccontare molti aneddoti sul mio profondo tifo.
Quando il Napoli ha vinto i due scudetti, ad esempio, in entrambi i casi, avvolta nei colori azzurri, mi sono avventurata per la città da sola aggregandomi successivamente ad altri tifosi che di volta in volta incontravo lungo la strada… E non erano pochi!
Ricordo ancora il 1° maggio del 1988, quando il Napoli perse lo scudetto contro il Milan. Avevo una macchina senza stereo e per seguire l’incontro portai con me un classico radioregistratore dell’epoca. A fine partita lo distrussi completamente per la rabbia: non dimenticherò mai quella sconfitta.
La lontananza, quindi, non ha affievolito il mio tifo, ma non mi ha permesso, purtroppo, di seguire la squadra allo stadio San Paolo e questo mi è mancato molto. Poi ho scoperto il Club Napoli Ostia.
Grazie al club, finalmente ho colmato questa lacuna potendo esultare, gioire, scatenare tutta la mia passione insieme ad altri tifosi azzurri.
Attualmente sono consigliera di questo storico Club, presente nella capitale dal 1997 e ne curo, assieme al Presidente Giacomo Borrelli, gli eventi e le iniziative.
Ora mi sento davvero parte integrante del tifo napoletano potendo vivere a 360 gradi le vicissitudini della mia squadra.
Grazie a Giacomo ed al club, ho intensificato ancora di più il mio amore per la “napoletaneità” sul territorio romano con diversi interessanti progetti, il primo dei quali è sicuramente quello di poter organizzare pullman di tifosi per seguire la squadra allo stadio San Paolo.
Altra iniziativa stimolante è stata quella della realizzazione di un programma radiofonico “per dare voce a tutti i tifosi napoletani di Roma e del Lazio”, iniziativa che ha raccolto consensi entusiastici tra i tifosi di Roma e non solo.
La trasmissione che si chiama “Spazio Napoli” è stata condotta dalla sottoscritta e dal Presidente del club Giacomo Borrelli per circa tre anni e presto riprenderà la sua programmazione.
Posso solo concludere affermando che sono orgogliosa di essere tifosa napoletana e che la fede non tramonta mai, anche quando la squadra imperversa in situazioni difficili.
Tifosi napoletani si nasce ed io modestamente “lo nacqui”. “
Luciana Esposito
Riproduzione Riservata
domenica 25 novembre 2012
ARTICOLO DE "IL TALENTO"
Ostia-New York andata e ritorno
Articolo a cura di Francesca Faiella
Simona
Pelliccetti divide la sua vita tra il nostro litorale e gli Stati
Uniti. Insieme alla sorella Roberta ha realizzato “Le Primitive”, un
progetto che da’ spazio alla creatività. Dai mosaici al riciclo degli
oggetti usati, una serie di esperimenti che sono diventati vere e
proprie collezioni .
Ha realizzato il progetto “Le Primitive”
assieme alla sorella Roberta, dando sfogo illimitato alla sua innata
creatività nella produzione di oggetti unici ed originali in vetro
colorato, nello stile dei classici mosaici marmorei dell'antica Roma e
di cappelli in lana dai colori sgargianti e fantasiosi. Lei si chiama Simona Pelliccetti, classe 1979 di Ostia e si divide tra New York e Roma, dove espone da oltre 15 anni le sue creazioni con grande successo.
Simonetta e Roberta sono entrambe diplomate alla “Scuola d'Arte” di Roma e condividono la stessa passione “quella di creare usando il cuore per mezzo delle mani”
. Appena diplomata, Simonetta cerca di farsi strada nei laboratori di
mosaico di Roma acquisendo una notevole esperienza lavorativa ma la
svolta decisiva per la sua carriera di artista arriva tramite una
telefonata. “Mia sorella si era trasferita a
New York da qualche anno mantenendosi facendo la bartender in diversi
locali pur continuando a coltivare la sua passione - rivela Simonetta. Infatti
appena finito di lavorare si precipitava a creare installazioni di
mosaico nello studio che condivideva con altri due artisti. Un giorno
ricevetti una sua telefonata: “Simonetta sono Roberta, devi
assolutamente venire a New York e creare con me”.
Da
quel momento le due sorelle cominciano a camminare insieme coinvolgendo
anche la loro meravigliosa mamma. E' qui che nasce il progetto “Le
Primitive”, proprio a New York City dove Simonetta ha l'opportunità di
crescere professionalmente grazie anche alla strada spianatale dalla
sorella. La creatività Simonetta ce l'ha nel DNA: “fin
da piccola avevo la capacità di riciclare oggetti usati e rinnovarli
totalmente dando una nuova anima al prodotto finale. Mischiando
inventiva ed arte, usavo tutto quello che mi capitava tra le mani ed il
risultato mi gratificava perchè organizzavo mercatini improvvisati
ottenendo sorprendenti consensi, al di là di ogni mia aspettativa”.
Il
risultato degli “esperimenti” di Simonetta ha portato alle odierne
collezioni che, attraverso esposizioni, a New York come a Roma,
riscuotono un grande successo di pubblico e di vendite grazie ad
accessori semplici che colpiscono per la fantasia delle forme e dei
disegni, per i colori vivaci e briosi, per la inconsueta luminosità.
L'approvazione
e l'ammirazione popolare è visibile anche sui gruppi che Simonetta e
Roberta hanno creato per diffondere le proprie opere: http://ow.ly/i/YNYo e http://www.facebook.com/LePrimitive
, approvazione che si manifesta attraverso commenti assolutamente
lusinghieri. Le due sorelle danno anche l'opportunità a coloro che lo
desiderano, sempre attraverso i loro gruppi, di manifestare idee e
proposte a cui loro daranno vita creando...su ordinazione. Le due
sorelle ancora oggi vivono a New York “ma siamo sempre in giro per il mondo a condividere con gli altri la nostra felicità.”
ARTICOLO DE "IL TALENTO"
L'amica degli animali
Articolo a cura di Francesca Faiella
Monica
Lugini vive all’Axa con cinque cani e due gatti. Da una decina di anni,
inoltre, ha bandito dalla propria alimentazione carne e pesce. Una
scelta originata dalla passione per tali esseri e dalle brutte
sensazioni provate nel vederli privi di vita e serviti un piatto. Questo
impegno per la difesa dei diritti dei quadrupedi l’ha portata a creare
la Liberiamoli Onlus e a collaborare con azioni ed iniziative. Tra di
esse il progetto Diderot grazie al quale ad ottobre la Biblioteca Elsa
Morante avrà una sezione di libri dedicata a tematiche animaliste.
Animalista,
attivista per i diritti degli animali, volontaria e promotrice di
iniziative ed eventi legati alla lotta contro la vivisezione e per la
divulgazione di una alimentazione che esclude l'uso di prodotti di
origine animale: questo è il profilo di Monica Lugini, 42 anni, residente all’ AXA dal 2000 dove convive con cinque cani e due gatti.
“Come
tutti i bambini da sempre ho avuto la passione innata per gli animali
ma non ho avuto la fortuna di poterci crescere insieme, così appena mi
sono resa indipendente sono andata al canile e ho preso il mio primo
cane. Nel frattempo la casa si popolava di altri quadrupedi: l’amore ed
il rispetto che avevo per i cani e per i gatti mi portava a dichiararmi
animalista, come se gli animali fossero solo queste due specie. Un
giorno in macelleria ho visto appeso ad un gancio un coniglio scuoiato,
il suo corpicino era così simile a quello della mia gatta... ho provato
orrore e compassione per quella creatura. Solo in quel momento ho
realizzato che io mi dichiaravo amante degli animali ma allo stesso
tempo li mangiavo. Così, una sera d’estate di circa dieci anni fa, ho
eliminato definitivamente tutti gli animali dai miei piatti”.
Con
queste parole forti ma efficaci Monica inizia il suo racconto per
manifestare con decisione il suo amore per gli animali ed allo stesso
tempo denunciarne ogni forma di violenza.
“Allo
stesso modo, dopo aver fatto un’immersione con le bombole ed aver
osservato tantissimi pesci liberi nel loro habitat, in particolare delle
cernie meravigliose, ho percepito che stavo in un ambiente dove io ero
ospite e potevo conviverci a patto che rispettassi quel mondo sommerso
con i suoi abitanti. La stessa sera ho trovato sul tavolo del buffet un
grande pesce, sembrava proprio una di quelle cernie che avevo visto la
mattina stessa ed il suo corpo veniva dilaniato dalle forchette che ne
pretendevano le carni. Ho provato tanto dolore e tristezza nel vedere un
essere così meraviglioso e pacifico, che voleva solo vivere proprio
come me, ridotto a cibo. Da quel preciso momento ho smesso di cibarmi di
animali e dei loro derivati per sempre ed è cominciata così il mio
operato di attivista per i diritti animali”.
Così
Monica ha iniziato a documentarsi e ha scoperto un nuovo mondo per
poter convivere, liberamente e con rispetto, con gli animali. Per questo
ideale ha cominciato a combattere con tutte le sue energie,
partecipando a tutte le manifestazioni possibili contro la vivisezione,
l'ultima delle quali quella per la chiusura di Green Hill.
“Ho
fatto presidi davanti ai circhi e ai delfinari che sfruttano gli
animali, ho fatto tavoli e mostre per informare la gente su come
alimentarsi senza fare del male a nessuno, cercando di spiegare cosa
significa carne, latte e uova e da dove vengono queste “cose”, cosa
significa vivisezione e cosa comprare per non esserne complici, come
riconoscere cioè un prodotto cruelty free da uno no”.
Con
il tempo, un’altra realtà entra nella vita di Monica: la cura ed il
sostegno dei “trovatelli” e di altri cani abbandonati presso vari rifugi
e canili. Una realtà dura che, oltre allo sdegno per la situazione di
abbandono degli animali, tra cui cuccioli e cagne in calore, comporta
aiuti solidi e concreti come la sterilizzazione delle femmine. “Ma per sterilizzare così tanti cani servono soldi”
afferma Monica. Così si è rivolta alle istituzioni ma con esito
negativo. Gli unici aiuti sono arrivati dalla solidarietà della gente
comune. Monica sente sempre più l'esigenza di fare attivismo sul suo
territorio: “Nel 2012 ho creato l’associazione
“Liberiamiamoli onlus” con l’obiettivo di aiutare ed informare sui
diritti degli animali, con una forma sociale dove chi vuole aiutarmi può
riconoscersi, con la sola differenza di operare nel XIII Municipio.
Nello stesso anno ho fatto parte dell'organizzazione della seconda
edizione di “A zampe nude nel parco” evento dedicato ai cani adottati e a
quelli che ancora cercano casa, con un ricco angolo dedicato alla
degustazione di piatti cruelty free per dimostrare come è possibile
amare il proprio cane e rispettare tutti gli altri animali. Inoltre ho
creato una pagina Facebook “Antispecisti per i diritti animali XIII
Municipio” con lo scopo di riunire gli attivisti, simpatizzanti o
semplicemente persone del nostro territorio che vogliono conoscere
realtà di cui poco si parla. La prima iniziativa alla quale come gruppo
abbiamo aderito è stato il “Progetto Diderot, portiamo i diritti animali
in biblioteca”; questo progetto si
prefigge di donare libri a tematiche animaliste alle biblioteche
comunali per creare appunto una sezione dedicata ai diritti degli
animali. Il 5 ottobre inaugureremo la sezione diritti animali, con circa
cento libri, alla biblioteca Elsa Morante di Ostia, progetto che in
autunno confidiamo di presentare anche nelle scuole. Sono inoltre
presente tutte le seconde domeniche del mese, con uno stand
dell’associazione, presso il mercatino delle terrazze di Casal Palocco,
dove vendiamo piccoli oggetti per raccogliere fondi da destinare ai
randagi del mare e non solo e dove è possibile trovare tanto materiale
informativo sulle tematiche animaliste”.
Tutte
queste iniziative hanno un solo scopo: dare voce a chi voce non ne ha,
far sentire le urla silenziose degli animali, urla che vengono nascoste
dal frastuono del consumismo e dalla disinformazione. L'operato di
Monica ed il suo attivismo servono a determinare una presa di coscienza,
“una consapevolezza che non siamo i padroni
della terra e che un mondo migliore per noi e per tutti gli altri esseri
viventi, senza distinzione di specie, è assolutamente possibile”.
ARTICOLO DE "IL TALENTO"
Il mare
mantiene giovani
Articolo a cura di Francesca Faiella
Da sette anni lavora “tuttofare” in uno
stabilimento balneare. Sandra Canfora ha 62 anni, ma l’amore per sabbia
ed acqua salata fa si che abbia carica ed esuberanza…di una ragazzina.
Per alcuni è la nonna e per altri la zia. Ma sintetizzare la sua figura
un aneddoto riguardante una premiazione di un torneo di beach volley,
allorchè fu definita con una targa “Il pilastro della Spiaggia”.
Ha 62 anni, una grande professionalità e un carattere di ferro ma
nell'animo è sempre una ragazzina. Stiamo parlando di Sandra Canfora, di
Ostia, da circa 7 anni impiegata presso uno stabilimento balneare come
inserviente alle cabine. Ma questo ruolo le sta stretto. Sandra infatti
vive in simbiosi con il mare espletando diversi ruoli che spaziano
dall'assistenza ai bagnanti, alla cura dello stabilimento, non
tralasciando di accudire, con amorevolezza e rigore, le “piccole pesti”
che si aggirano incustodite per la spiaggia. A fine giornata poi non
disdegna di assaporare finalmente l'agognata acqua del mare e si tuffa
tra le spumeggianti onde. Per quanto il lavoro di Sandra sia impegnativo
e sacrificante, lei ne è assolutamente contenta perchè può vedere,
ascoltare e gustare, davvero con tutti i sensi, il vicino mare.
“Ho sempre amato il mare e quando posso, anche
d'inverno, mi affaccio al litorale per rigenerarmi con l'odore ed il
sapore dell'acqua salata- afferma Sandra. Se dovessi scegliere una meta
di viaggio, sarebbe sicuramente un posto di mare ma anche la vista della
costa durante uno spostamento in auto, mi affascina e mi ritempra”.
Non a caso il lavoro di Sandra si svolge solamente in estate e i clienti
della spiaggia la amano letteralmente per la sua gentilezza e la sua
disponibilità. Ma sono specialmente i ragazzi ad essere affascinanti
dalla sua esuberanza e dal suo spirito giovanile.
“Presso lo stabilimento dove lavoro ci sono
molti campi di beach volley e beach tennis e tutto il giorno sono
costretta a convivere con il “rumore” delle palle, schiacciate,
rimbalzi, improvvisandomi spesso raccattapalle all'occorrenza. I ragazzi
apprezzano questo mio coinvolgimento anche quando, in certi giorni,
sarei tentata di bucargli il pallone! Sono molti anche i tornei di beach
volley che si organizzano durante il periodo estivo, tornei che
richiedono un grande impegno organizzativo anche da parte mia affinchè
tutto vada per il verso giusto. Qualche anno fa, durante uno di questi
tornei, al momento della premiazione finale sentii citare il mio nome.
Mi diressi verso il podio e vidi tutti i ragazzi del torneo accogliermi
con un applauso ed una targa di riconoscimento. “Al pilastro della
Spiaggia” recitava la targa.....mi hanno davvero commosso”.
Bambini e ragazzi la chiamano con appellativi diversi: per alcuni è la “nonna” per altri la “zia” e questo per la capacità di Sandra di essersi saputa integrare completamente con i giovani. Sandra stupisce per la sua abilità nel muoversi in spiaggia, dalla pulizia delle cabine al trasporto dei lettini, dalla sistemazione dei campi da beach alla cura delle siepi che ornano i viali dello stabilimento.... e tutto con la sua inconfondibile carica esplosiva muovendosi spesso al ritmo della musica. “Mi piacerebbe un giorno poter nuotare con i delfini” conclude Sandra. "Li amo alla follia tanto che per i miei 60 anni me li sono fatti tatuare sulla spalla.”....Più giovanile di così
ARTICOLO DE "IL TALENTO"
Maestro Sommelier
Articolo a cura di Francesca Faiella
Vent’anni
di lavoro come cameriere hanno sviluppato in Massimo Lollobrigida una
grande cultura vinicola fino a fargli frequentare l’Accademia Italiana
Sommelier. Il piacere di abbinare il vino ed il cibo. E le esperienze
con i vip. Tra i quali l’attore Burt Lancaster che lo chiamava “my
friend” .
Ama
profondamente la neve e la montagna e, appena può, non disdegna di
visitare le località sciistiche più suggestive, essendo anche un ottimo
sciatore. Ma i suoi interessi abbracciano innanzitutto il campo
dell'enologia, passione dettata oltre che dal suo lavoro di cameriere
anche e soprattutto da un piacere personale.
Massimo Lollobrigida,
50 anni di Ostia, ha lavorato presso numerosi ristoranti del litorale
(Vecchia Pineta, Nuova Capricciosa, Sporting Beach) e la professione che
svolge da più di vent'anni lo ha portato a sviluppare una grande
cultura vinicola, tanto da specializzarsi nel settore partecipando al
corso dell'Accademia Italiana Maestri Sommelier: “Ho
sentito la necessita di formarmi nel campo vinicolo per avere una
maggiore cultura professionale e conoscere le caratteristiche
organolettiche, i profumi e gli abbinamenti con i cibi per poter così
consigliare al meglio i clienti - afferma Massimo. Ritengo
che i vini del nord est, principalmente bianchi, rappresentino il
meglio nel campo vinicolo italiano e quello che amo consigliare,
rispettando i canoni dell'ordinazione, è il “Veltliner bianco
altoatesino autoctono” che purtroppo
sta scomparendo sovrastato dal più richiesto “Gewurztraminer”, scelta
un po' di parte dettata anche dal mio amore per l'Alto Adige”.
Massimo
ha servito moltissimi personaggi del jet set internazionale e di alcuni
serba un ricordo particolare: Roberto Benigni, Federico Fellini, Sergio
Leone, Luca Cordero di Montezemolo, Peter Falk, Paolo Villaggio, Luca
Ward, Daniele De Rossi, Francesco Totti e moltissimi altri.
“Tra
i tanti clienti vip che ho servito, ricordo con immenso piacere
l'attore Burt Lancaster, un grande umile personaggio che si lasciava
consigliare senza nessuna paura: mi chiamava “my friend”..... un gran
signore”.
Massimo
si diletta anche in cucina e, per una sorta di deformazione
professionale, ricerca il vino più adatto ad ogni pietanza e lo serve
anche con classe, così come farebbe al ristorante.“Mi piacerebbe partecipare a qualche manifestazione od evento legato al vino - confida Massimo - per informarmi sulle novità del settore ed accrescere ancor di più il mio interesse per l' affascinante mondo dell'enologia”.
Massimo
ha tutte le carte in regola per diventare un esperto del campo
soprattutto per quella innata curiosità tipica del cultore.... ed è un
piacere assaporare la sua cucina corredata naturalmente dal giusto vino.
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