mercoledì 17 ottobre 2012

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

Giovani europei, uniamoci!
Articolo a cura di Francesca Faiella

Progetti culturali e partecipazione attiva sono le finalità che muovono l’ATOM, nata ad Ostia proprio per favorire l’integrazione multiculturale giovanile. Il vicepresidente Sebastian Janzon racconta iniziative, ricordi ed obiettivi futuri di questa importante associazione.
E' un giovane volenteroso di Ostia che partecipa attivamente alla crescita ed alla valorizzazione del territorio: stiamo parlando di Sebastian Janzon, 23 anni, vicepresidente e socio fondatore dell'associazione A.T.O.M. (Active Travellers Ostia Movement), un progetto nato circa un anno fa ad Ostia che opera in tutto il XIII Municipio di Roma e che coinvolge, a livello locale e soprattutto internazionale, migliaia di giovani di diverse nazionalità attraverso scambi, progetti multiculturali incentrati sulla democrazia, la partecipazione attiva ed il confronto su temi importanti (quali ad esempio ecologia, emancipazione sociale, integrazione culturale, Europa unita, l'importanza del giovane nella società moderna). Sebastian, assieme ad altri membri del direttivo, gestisce e coordina le attività di ATOM con grande impegno, dinamismo ed entusiasmo.
Come opera A.T.O.M. a livello internazionale?
“Lo scopo dell'associazione è quello di incentivare la mobilità giovanile in Europa, offrendo ai ragazzi del territorio la possibilità di partire, viaggiare e di fare un'esperienza unica (a costo zero) attraverso il programma “giovani in azione” dell'unione europea. La partecipazione è aperta a tutti quei giovani intraprendenti che abbiano voglia di comunicare e interagire con i loro coetanei europei. E' sufficiente una minima conoscenza dell'inglese, anche scolastico. A fine luglio ad Ostia ospiteremo una convention con circa 45 ragazzi provenienti da molti paesi europei compresi i Balcani ed il Caucaso”.
E a livello locale?
“L'impegno dell'associazione è rivolto a risvegliare la coscienza sociale dei giovani riflettendo sul concetto primario di cittadinanza attiva, puntando a riconquistare il ruolo che spetta al giovane all'interno della società: quello del protagonista. A questo proposito organizziamo cicli di formazione, basati sull'educazione non formale, mostre fotografiche e eventi culturali, aperitivi e momenti di confronto vari che ruotano intorno al giovane e alle sue molteplici esigenze”.
Quanto ti coinvolge quest'esperienza?
“Moltissimo e sono soddisfatto dell'operato dell'associazione. E' una grande opportunità di responsabilizzazione ed un riscontro pratico delle proprie capacità individuali nel coordinamento di un gruppo. Mi sento appagato dalla possibilità di supportare i giovani nel territorio, per me è sintomo di grande crescita personale”.
Tu hai visitato molti paesi europei e non solo. C'è qualche ricordo che ti è rimasto particolarmente impresso?
“Mi trovavo a Timisoara, in Romania durante uno dei primi progetti europei dell'associazione. Ero in compagnia di coetanei che arrivavano da 10 paesi diversi, compresa l'Europa dell'est. Una sera decidemmo di andare in discoteca ma io non potei entrare poiché ero l'unico ad indossare i pantaloni corti e così fui costretto a tornare in albergo. Con mio grande stupore, i miei compagni rientrarono tutti in albergo per non lasciarmi solo. Apprezzai molto questo gesto di rispetto ed educazione, quello stesso rispetto ed educazione che, attraverso l'associazione, cerchiamo di inculcare ai giovani affinchè possano interagire pienamente con i loro coetanei europei in un sano scambio e confronto culturale”.
Progetti futuri?
“Oltre alla già citata convention di fine luglio, A.T.O.M. sta collaborando alla costruzione del piano locale giovani e l’istituzione della consulta giovanile per il XIII Municipio”.



A.T.O.M. (giovani in movimento per il futuro, la cultura e la partecipazione) ha sede in via M.V. Agrippa 7b, ad Ostia, presso il centro sociale Affabulazione e collabora con 15 paesi diversi dell'Unione Europea e non solo. Sebastian e gli altri membri del direttivo collaborano attivamente per la crescita del progetto sul territorio coinvolgendo sempre più giovani attraverso giornate di formazione professionale.
 

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

Una vita per la musica
articolo a cura di Francesca Faiella
Violoncellista e fondatore dell’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus, Stefano Sovrani ha iniziato a suonare all’età di 8 anni, spinto dal nonno e dalla madre. Una brillante ed intensa carriera, portata avanti con professionalità, tanta passione e….qualche difficoltà, come quando dovette personalmente recuperare le buste paga relative ad una rappresentazione operistica. Nel periodo natalizio concerti importanti e prestigiosi, ma anche eventi di aiuto e solidarietà .
Fondatore nel 1982 dell'Orchestra Sinfonica Nova Amadeus, che nel 1992 si è costituita legalmente come Associazione Nova Amadeus, Stefano Sovrani, finiti gli studi musicali, ebbe immediatamente l’opportunità di collaborare con importanti orchestre quali Teatro dell’Opera di Roma, Comunale di Bologna, Ente lirico di Cagliari e la RAI di Roma. Una vita legata alla musica come violoncellista che lo ha portato a conoscere e vivere professionalmente grandi direttori d’orchestra, ai quali si è avvicinato con profondità e con spirito di emulazione, iniziando così ad applicarsi allo studio della direzione per poter egli stesso interpretare la musica, arrivando a guidare con grande soddisfazione l’orchestra che ha fondato che, in quasi trenta anni di attività è stata chiamata a rappresentare la migliore cultura italiana anche su invito di Enti o Ambasciate di tutti i cinque continenti del mondo.
Come nasce la passione per la musica e come è arrivato a questo brillante traguardo?
“Quando penso alla mia vita trascorsa, non riesco a immaginarmi impegnato a fare l’architetto o il commerciante o l’impiegato o chissà quale altro mestiere. Per me il destino aveva indubbiamente stabilito che dovessi avere la giusta sensibilità e desiderio per vivere la musica e lo spettacolo fin dall’inizio della mia vita. Ricordo quante difficoltà ho dovuto superare fin dall’inizio degli studi musicali. Cominciare all’età di 8 anni ad applicarsi su uno strumento difficile quale è il violoncello è stato particolarmente duro ma sono riuscito a superare queste difficoltà grazie all’ambiente che mi circondava, ambiente costituito da musicisti e amanti della musica. Per precisione, fu mio nonno ad introdurmi allo studio della musica ed a lui ed alla sua pazienza devo una infinita gratitudine per quello che ora rappresento. Anche mia madre mi spronò a questa professione, considerando che anche lei sarebbe dovuta diventare musicista (pianista) ma le difficoltà della guerra che ha dovuto subire nel pieno della sua adolescenza, hanno fatto si che cambiasse strada e interessi. Io quindi ho rappresentato quello che lei avrebbe voluto essere”. C'è qualche aneddoto o curiosità che ricorda, legato alla sua carriera?
“Ero ai primi anni della mia professione di violoncellista, ero un giovane musicista pieno di forze e soprattutto di entusiasmo. Parallelamente all’attività musicale che svolgevo stabilmente a Cagliari, nel 1980 accettai di partecipare ad una lunga tournèe in giro per l’Italia che durò quasi quattro mesi. Di quella tournèe, ricordo che arrivammo al giorno dell’ultima rappresentazione operistica che tenemmo a Catanzaro e questo per la compagnia voleva dire anche giorno di liquidazione dei cachet previsti per tale impegno. Ricordo che tutta la compagnia era alloggiata nello stesso Hotel e tutti avevano preso appuntamento con il cassiere della produzione la mattina prima dell’ultima rappresentazione. Con grande sorpresa, una volta arrivati all’appuntamento ci accorgemmo che in realtà il cassiere aveva lasciato l’Hotel la sera prima trattenendo tutti i soldi della liquidazione dell’intera compagnia, giustificandosi con un banalissimo biglietto lasciato alla reception che ci informava della sua improvvisa indisponibilità a poter assolvere il suo delicato compito in quanto costretto a partire improvvisamente per sue ragioni strettamente personali. Ricordai così che egli aveva una casa a Cerveteri e così decisi di partire con la mia auto e raggiungerlo al fine di poter recuperare i miei soldi e quelli di tutta la compagnia. Riuscii infatti a trovarlo e lo costrinsi ad affidarmi le buste paga di tutta la compagnia che nel frattempo aspettava a Catanzaro e minacciava di non effettuare l’ultimo spettacolo previsto se prima non fossero stati liquidati delle loro spettanze. Una volta presi questi soldi, senza sosta e con grande fatica, feci immediatamente ritorno a Catanzaro e nonostante i circa 1400 Km percorsi in poche ore, arrivai in tempo utile per dare inizio all’ultima recita, partecipandovi, per la gioia di tutta la compagnia. Questo episodio increscioso fece si che tutta la compagnia, per acclamazione, decidesse che da quel momento io avrei dovuto rappresentarli e organizzarli per le future tournèe già previste”.
Ha anche suonato in manifestazioni realizzate e legate alle festività natalizie?
”Sono tantissimi i concerti che abbiamo organizzato ed eseguito in concomitanza delle feste natalizie. Tra tutti, ricordo con grande piacere l’allestimento di qualche anno fa del monumentale Oratorio La Vierge di J. Massenet con la straordinaria partecipazione della soprano Monserrat Caballè. Eseguimmo questo concerto davanti a 5000 persone. Non meno importante fu l’esecuzione del Messiah di G. F. Haendel presso la Basilica di Santa Maria sopra Minerva o il concerto di Natale che lo scorso anno abbiamo tenuto presso la Sala Sinopoli, concerto che è stato registrato e trasmesso da RAIUNO la notte di Natale, subito dopo la Santa Messa tenuta da Sua Santità Benedetto XVI. Anche quest’anno saremo impegnati nella registrazione del concerto natalizio che verrà trasmesso la notte di Natale dalla Sala Sinopoli e sempre su RAIUNO. Il 12 dicembre sarò impegnato con la mia orchestra in un concerto che verrà offerto ai degenti dell’ospedale oncologico Regina Elena all’EUR. Inoltre, stiamo organizzandoci per altri due importanti appuntamenti. Il primo ci vedrà protagonisti di un concerto che sarà offerto ai reclusi del carcere di Rebibbia a Roma, il secondo, invece, nell’esecuzione del concerto di Capodanno, dove saranno eseguite le classiche e note composizioni della famiglia Strauss e di altri autori operettistici”. Progetti per il futuro?



“Nella pesante crisi che sta subendo l'economia italiana, i primi a subire i tagli spaventosi attuati nell’ultimo periodo, sono stati gli operatori della cultura. Vediamo quali difficoltà stanno attraversando i Teatri stabili, immaginate allora quali siano le difficoltà che deve affrontare la mia orchestra che, nonostante i meriti acquisiti in tanti anni, non riesce a svolgere una programmazione anticipata della propria attività. Nonostante tutto, il prossimo anno cercherò di sviluppare i miei appuntamenti musicali cercando come solito di dare spazio ai giovani concertisti e sperando di poter mantenere l’attività con gli incassi della biglietteria. Sono ormai venti anni che produco grossi concerti sinfonici e corali a Roma, presso la Chiesa Anglicana di San Paolo entro le mura. Sicuramente potrò anche contare sui tanti produttori di spettacolo che riescono a darmi fiducia e apprezzano gli sforzi che faccio per offrire una qualità musicale sempre più alta e di prestigio”.

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

L'allenatore in divisa
Articolo a cura di Francesca Faiella


Vive ad Ostia da una ventina di anni ed è maresciallo nell’Aeronautica Militare. Ma la grande passione di Vincenzo Ranese è il calcio. Ex giocatore con la Cavese in B, è tecnico delle giovanili dell’Ostia Mare. Dal 2008, però, collabora anche con un campus di ricerca di giovani talenti in Svezia per conto del Milan. 
Temperamento, grinta, determinazione ma soprattutto intensa passione: questi gli elementi che caratterizzano Vincenzo Ranese, allenatore del settore giovanile della società calcistica Ostia Mare. Vincenzo, 47 anni appena compiuti, nativo di Napoli ma residente ad Ostia dal 1992, allena la squadra lidense dal 2000, dopo esser stato calciatore professionista a buoni livelli arrivando a giocare, tra l'altro, con la prima squadra della Cavese in serie B.
Ho dovuto smettere l' attività calcistica a causa di un infortunio -rivela Vincenzo a malincuore- ma sto riscuotendo molti consensi come tecnico dei giovani dell'Ostia Mare con i quali ho vinto due campionati”.
Nonostante l'impegno lavorativo legato al ruolo che ricopre nell'ambito dell'Aeronautica Militare come primo maresciallo scelto, Vincenzo porta avanti il suo lavoro come tecnico con grande impegno e professionalità tanto che nel 2008 è stato scelto, dalla società calcistica del Milan, come responsabile di un campus di ricerca di giovani talenti in Svezia.
Il Milan effettua diversi campus in tutto il mondo - afferma Vincenzo - ed io ho avuto l'opportunità di poter far parte di questo grande progetto dopo esser stato visionato dalla società durante un periodo di allenamento presso la NATO a Napoli”.
Non è privilegio di tutti poter essere scelto da una società così blasonata come il Milan soprattutto in un Paese all'avanguardia come la Svezia, dove l'efficienza la fa da padrona e dove bisogna essere assolutamente meritevoli per essere inseriti in qualsiasi settore della società. E Vincenzo il merito lo ha avuto, quello cioè di poter continuare il suo cammino professionale ed essere riconfermato in maniera definitiva alla guida del campus. Vincenzo si ritrova così, per il quinto anno consecutivo, alle prese con i giovani ragazzi delle località più suggestive del Paese scandinavo: Stoccolma, Malmö, Goteborg.





E' stata un'esperienza straordinaria di tre settimane che si è svolta tra fine giugno ed inizio luglio - conferma Vincenzo. Quest'anno c'erano 2000 iscritti tra ragazzi e ragazze e con molti di essi ho instaurato un rapporto fantastico, fatto di rispetto, simpatia ed affezione, così come è nella mia indole, tanto che a distanza di qualche anno, ho ritrovato giovani che avevo allenato in passato che mi sono venuti incontro salutandomi calorosamente. In Svezia poi si dà molto risalto al calcio femminile ed anche qui ho avuto modo di poter dimostrare la mia preparazione e professionalità, cimentandomi con una realtà nuova ed assolutamente stimolante per la mia carriera professionale”. Vincenzo ricorda un episodio particolarmente caro: “In Svezia i ragazzi si allenano anche in condizioni atmosferiche estreme, ma un giorno si è scatenato un temporale particolarmente violento. Era davvero difficile continuare il lavoro ma io ed i miei colleghi non ci siamo persi d'animo così abbiamo allestito in una palestra un ambiente consono alle necessità di allenamento riuscendo a raggruppare 280 ragazzi sotto lo stesso tetto. A fine allenamento, i genitori hanno applaudito il nostro lavoro e soprattutto l'impegno con il quale ci siamo prodigati affinchè non si perdesse una giornata di prezioso lavoro. Un'altra esperienza professionale che gratifica i miei sforzi è stata quella di sapere che un mio allievo è stato ingaggiato dalla squadra inglese dell'Arsenal dove presto giocherà. Ad ottobre, come ogni anno, a Milano ci sarà una reunion di tutti i più forti giovani dei vari campus effettuati dal Milan - continua Vincenzo - ed avrò la possibilità di rapportarmi nuovamente con molti di coloro che ho allenato compreso il fenomeno che presto vedrò giocare in Inghilterra”. Un'esperienza stimolante che ha permesso a Vincenzo di poter conoscere una realtà assolutamente diversa dalla nostra con la quale ha interagito perfettamente arrivando a condividere usi, costumi ed abitudini di questa bellissima terra e a conoscerne la natura incontaminata e rigogliosa. Vincenzo Ranese anche il prossimo anno partirà per la Svezia essendo stato, come detto, riconfermato nell'incarico. Nel frattempo continuerà ad allenare l'Ostia Mare giovanile e metterà a frutto le conoscenze e l'esperienza maturata in questa meravigliosa trasferta rafforzando la certezza “che nel calcio gli italiani sono maestri e vanno ad insegnarlo in tutto il mondo, forse una delle poche cose che ci rendono grandi ...” .

venerdì 28 settembre 2012

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

La ginnastica nel dna
articolo a cura di Francesca Faiella
Atleta ed insegnante, la ventisettenne Tania Alno è nel mondo dell’artistica da quando aveva 4 anni. Nel suo palmares 5 titoli italiani consecutivi e, quest’anno, il titolo nazionale Endas nella categoria Master. Alle sua allieve dell’Eschilo e dell’Aquarius trasmette tecnica e passione. Ed ora ha creato una società tutta sua: la Alno gymstars”.
Guardarla gareggiare è semplicemente fantastico e quelle pose così perfette e piene di armonia, rendono esattamente l’idea di quanta passione e sacrificio ci vuole per arrivare a tanto. Non a caso Tania Alno, nata nel 1984 ad Ostia, inizia a fare ginnastica artistica a soli 4 anni ed a 7 si ritrova nella squadra agonistica dopo solo tre mesi.
Una passione nata da bambina che ha richiesto molto impegno e sacrifici.
“Indubbiamente l’impegno è stato totale. Già a 7 anni venni scoperta dall'olimpionica Wanda Soprani durante un cast all’AXA, dove venni portata dai miei genitori, iniziando subito l’attività agonistica. Nel 1994, all'età di 10 anni, venni convocata all'Acqua Acetosa, in un college per la formazione della futura squadra nazionale, seguita dai migliori tecnici italiani e da un famoso tecnico russo: Klimenko. Per un anno ho sostenuto estenuanti ritmi: la mia giornata prevedeva la mattina allenamenti di 4 ore, pranzo, scuola privata e di nuovo allenamenti di 3 ore per poi arrivare alla cena e in foresteria per dormire”.
A quali manifestazioni hai partecipato e quali sono stati i risultati?
“Ho svolto gare di serie C, serie B e diverse specialità, con buoni risultati, con la polisportiva Eschilo1, centro sportivo nel quale mi alleno dal 1996 e dove insegno da ormai quasi 10 anni. Nel 2004 poi ho ripreso a gareggiare dopo uno stop di 3 anni....cimentandomi nel trofeo della Federazione Ginnastica Italiana, vincendo per ben 5 anni consecutivi (fino al 2008) il titolo regionale e italiano nelle specialità del corpo libero e delle parallele asimmetriche. Successivamente ho partecipato al campionato agonistico UISP classificandomi prima alle “parallele”, vincendo quindi il titolo di campionessa italiana e seconda al “corpo libero”. Dopo questi 5 titoli italiani ero soddisfatta e volevo solo dedicarmi al mio lavoro. Ho svolto così solo varie esibizioni e manifestazioni presso la festa dello sport del 25 aprile al Palafjlkam di Ostia, alla quale riparteciperò, al derby del cuore e naturalmente ai saggi di fine anno dell'Eschilo1”.
Quindi ora ti dedichi esclusivamente all’insegnamento?
“Attualmente il mio lavoro è l’insegnamento a tempo pieno ma già allenavo all’età di 18 anni. Seguo costantemente corsi avanzati presso l'Eschilo1 e sono responsabile da ormai 3 anni, presso il liceo scientifico Enriques di Ostia, di corsi di ginnastica artistica che insegno, con altre collaboratrici, a bambine dai 5 anni in su. L’affluenza è notevole e questo mi fa enormemente piacere perchè abbiamo iniziato veramente da zero e tuttora siamo in fase di crescita nonostante il poco spazio e le attrezzature non sempre sufficienti. Collaboro in questa sede di Ostia con l'associazione sportiva Aquarius, in attesa magari di una scuola o di una vera palestra attrezzata al meglio in cui potermi dedicare appieno all'insegnamento della ginnastica artistica sperando di trasmettere la passione per questo sport a sempre più giovani”Quindi non hai più gareggiato?
“In realtà , quest’anno, ho voluto affrontare una sfida con me stessa e sono tornata a gareggiare nel campionato di serie A Endas, categoria master su ben 4 attrezzi....Era l'unica gara che mi permetteva di insegnare e gareggiare allo stesso momento perchè solitamente fanno problemi con il tesseramento. Ho svolto le prime 2 prove regionali a Civitavecchia classificandomi prima. Sono così giunta poi alle finali nazionali di Conversano (Bari), con il titolo regionale. E' stata una gara sofferta e difficile ma alla fine sono riuscita a portare nuovamente a casa il titolo italiano....Sono soddisfatta e felicissima perchè a 27 anni sono poche, o forse sono l'unica, che ancora si cimenta in queste prove, allenandomi nonostante abbia poco tempo e sia impegnata con l’insegnamento”.
Progetti futuri?






“Ho aperto da poco una mia associazione sportiva, la “Alno gymstars” che spero trovi presto una giusta collocazione in una struttura adatta alle mie esigenze e a quelle delle mie tante iscritte e fedeli ginnaste. Continuerò a trasmettere questa disciplina sempre con lo stesso  entusiasmo e la stessa passione perchè penso sia affascinante oltre che completa… sperando di appassionare sempre più persone!”.

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

Mens sana in corpore sano.
Articolo a cura di Francesca Faiella
 
Allenatore e personal trainer, Nico Toffoli ha praticato diverse discipline prima di arrivare alla cultura fisica, nella quale, a livello agonistico, ha ottenuto soddisfacenti risultati. Ma questo impegno non gli ha fatto trascurare lo studio dello spirito, con attenzione, in particolare, all’antroposofia dell’austriaco Rudolf Steiner. Personalità eclettica, Nico sta ora lavorando anche a progetti cinematografici, curando tra l’altro la sceneggiatura di un film tratto dal suo libro “Legio Corpus” .
La presentazione Il suo lavoro attuale è quello di allenatore e personal trainer di cultura fisica, avendo praticato questo sport per molti anni, ma Nico Toffoli, 41 di Ostia, non è solo uno sportivo. Egli è un uomo dalla personalità molto profonda ed i suoi interessi sono molteplici, in primis l’antroposofia o scienza dello spirito, disciplina a cui si è avvicinato proprio quest’anno.
Parliamo innanzitutto di te come sportivo.
“Ho iniziato a confrontarmi con lo sport molto giovane, praticando atletica leggera e partecipando anche ai Campionati Italiani. Poi ho dovuto interrompere l’attività agonistica per un infortunio calcistico, altro sport a cui mi sono dedicato. Il cammino successivo mi ha fatto avvicinare ad altre discipline: pesi, boxe e sport di combattimento. Ho sempre amato lo sport e le sensazioni positive che trasmette non solo in caso di vittoria di una gara. Nel 1987 poi ho conosciuto Aldo Mauceri, un professionista nel campo della cultura fisica, un maestro dei campioni che mi ha dato le basi necessarie iniziando a lavorare sulla biomeccanica, la tecnica di allenamento, la giusta alimentazione. Sotto la sua guida ho ottenuti risultati importanti: quinto ai Campionati Italiani, secondo ad un Grand Prix. Nel 2007, poi, dopo sette anni di quasi inattività, ho ottenuto un quinto posto ad una importante manifestazione Ludus Maximus, con mia grande soddisfazione. Attualmente quello che è stato un hobby ed una passione, si è trasformato in lavoro”.
Parlami di questa scienza, l’antroposofia a cui ti sei avvicinato di recente.
“L’Antroposofia o scienza dello spirito è stata fondata nel 1910 dal filosofo e pedagogista austriaco Rudolf Steiner. Grazie a questa scienza ho imparato ad avere una comprensione diversa della vita ed un’apertura mentale più ampia. Mi sono avvicinato all’antroposofia, grazie al consiglio di un’attrice che me ne parlò la prima volta, proprio quest’anno. Ma è come se l’avessi sempre conosciuta, come se mi fosse sempre appartenuta: la teoria, i concetti, le sensazioni positive. Non nego che ad un primo impatto ho avuto un po’ di scetticismo, ma poi ho voluto approfondire sempre più l’argomento avvicinandomi all’intera opera omnia del professor Steiner. Devo ammettere che i concetti di questa scienza che egli divulgò nel 1910, quindi ad inizio secolo, sono incredibilmente attuali e moderni. Il mio intento è quello di diffondere e divulgare la cultura di Rudolf Steiner”.
Uno dei tuoi obiettivi è quindi quello di divulgare le teorie del professor Steiner: ma ci sono altri progetti interessanti che stai realizzando?
“I progetti in fase di preparazione sono relativi a due film, che verranno prodotti e girati all’estero, dei quali ho scritto la sceneggiatura. Una di queste è tratta da un libro che ho scritto nel 2007 dal titolo “Legio Corpus” che è stato presentato alla casa del cinema di Roma. Libri e sceneggiature sono un mezzo per far comprendere quello che ho imparato e le mie esperienze cognitive”.
Puoi anticiparci qualcosa di questi film?

“Ancora no: ma posso dirti che saranno pronti tra il 2012 ed il 2013 e che molto probabilmente farò parte anche del cast”. Abbiamo conosciuto Nico come atleta ed il fisico allenato ne denota la preparazione. Ma, come detto, egli è un personaggio a cui piace comprendere ed approfondire argomenti molto intensi legati alla vita, al quotidiano, ad un modo di essere diverso per rapportarsi in maniera nuova e con maggior profondità alla realtà corrente.

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

Le perline...della notte
Articolo a cura di Francesca Faiella

Sin da piccola ha avuto la passione per fare braccialetti e collanine con delle piccole perle. Maria Rosaria Fabbrizi, cinquantaduenne di Ostia, è una vera e propria artista, ideando borse, cinte, bomboniere e persino alberi di Natale. E quando tutti dormono, lei crea…
Creare con le perline: ci vuole inventiva, costanza, pazienza ma soprattutto tantissima originalità nella scelta dei motivi che si desidera eseguire. Maria Rosaria Fabbrizi, 52 anni di Ostia, ha dato vivacità e brillantezza a questa speciale forma d'arte realizzando creazioni diverse che vanno dalle borse alle cinte, dall'oggettistica prettamente natalizia alla bigiotteria più raffinata e svariate realizzazioni spesso usate come bomboniere per ricorrenze e ricevimenti.
Ho sempre avuto la passione per le perline, fin da piccola. Preferivo che mi venisse regalata una scatola di perline piuttosto che una bambola” così esordisce Maria Rosaria andando a scavare nei ricordi. “Mi cimentavo con i classici lavoretti da bambini: braccialetti, collanine e mi entusiasmavo nel vedere il risultato finale, un'esplosione di colori che mi riempivano gli occhi di gioia. Poi ho abbandonato tutto per impegni familiari e lavorativi ma non ho mai perso l'interesse per gli oggetti realizzati con le perline”.
La passione per la creatività ritorna prepotentemente intorno ai 35 anni quando Maria Rosaria decide di coinvolgere anche sua figlia nell'amore per quest'arte. Non riuscirà ad attaccarle l'interesse ma per lei inizierà a creare tanti piccoli oggetti, le borse, le cinte ed il classico albero di natale che ogni anno Maria Rosaria regala a sua figlia affinchè possa collezionarli tutti ed avere così un ricordo di sua madre.
Ho cominciato a fare tutto ciò che mi piaceva realmente, senza fossilizzarmi in qualche creazione in particolare, a seconda dell'ispirazione del momento. Così ultimamente mi sono cimentata nella realizzazione di bomboniere per i 50 anni di matrimonio di un mio zio. Ho voluto pensare a tutto, dalle scatole ai bigliettini che ho scritto e decorato personalmente, dai sacchetti creati da me con l'organza alle bomboniere vere e proprie: se decido di portare avanti un progetto non mi fermo di fronte alle difficoltà”.
Maria Rosaria è anche disegnatrice e ha creato affascinanti oggetti di bigiotteria. Lei propende per le creazioni più complesse e meno per i classici bracciali o collane ma se decide di realizzarne alcuni, questi saranno carichi di luce, colore e movimento.






Dedico circa due o tre ore a notte a questa mia passione....sì a notte: è questo infatti il momento della giornata che mi ispira maggiormente quando la casa è immersa nel silenzio e divento finalmente padrona del mio tempo. Mi sento rilassata e realizzata e pronta a tuffarmi completamente nel mio lavoro”.                                                                                                Maria Rosaria ha sempre realizzato queste opere per diletto e spesso le ha regalate per buon augurio. Non ama farle vedere a troppe persone ma solo per modestia: in realtà si tratta di opere assolutamente pregevoli ed originali che meriterebbero un mercato più ampio. Auguriamo a Maria Rosaria di poter un giorno trasformare questo fantastico hobby in un vero e proprio lavoro che le permetta di trovare estimatori del settore e che le possa dare tantissime soddisfazioni.

ARTICOLO DE "IL TALENTO"

Ti conosco, mascherina!
articolo a cura di Francesca Faiella
Per anni bidella nelle scuole di Ostia, Liliana Fiorucci, anni fa, si travestì per gioco da Befana. E da quel momento è iniziata una sorta di abitudine-tradizione, nel segno del divertimento per i bambini e della goliardia. I costumi cuciti dalla suocera e le maschere particolari come quelle del gorilla e della Vispa Teresa. Uno spirito legato ad un’epoca che ora non c’è più…
Una professione che è diventata uno stile di vita, un modo sano di rapportarsi con i giovani allievi con i quali è stata a contatto per molti anni. Liliana Fiorucci, 75 anni di Ostia, ha lavorato come bidella in diverse scuole del territorio. Ha iniziato, nel 1958, alla scuola elementare Garrone; per alcuni anni ha prestato servizio all'attuale scuola di polizia tributaria IV Novembre, allora adibita a scuola elementare per le classi IV e V; è passata poi in via delle Fiamme Gialle, proprio di fronte al IV Novembre, dove in alcuni locali si erano attrezzate delle aule scolastiche; è poi approdata alla scuola elementare “Stella Polare” dove ha lavorato fino alla pensione. E' proprio lavorando a scuola che Liliana ha manifestato il suo estro ed il suo amore per i bambini, iniziando per gioco a travestirsi da befana. “C'è stato un periodo in cui le scuole si riaprivano prima della festività della befana -afferma Liliana - ed allora, per coinvolgere i bambini, una volta decisi di mascherarmi distribuendo dolci e caramelle”.
Ma poi il travestimento non si è fermato lì?
“La mascherata della befana ebbe un piacevole effetto così pensai di riproporre un nuovo travestimento per il carnevale. Premetto che avevo l'appoggio di mia suocera, brava a cucire ed a confezionare dei veri e propri capolavori, così non fu difficile mettere in atto il progetto. Il bello è che ogni volta che mi “trasformavo”, mi impossessavo del personaggio che creavo. Il travestimento era coadiuvato dai gesti, le movenze, il modo di parlare e nessuno mi ha mai riconosciuto”.
Ricordi qualche fatto piacevole e divertente di quel periodo?
“Dopo la scuola, rimanevo in maschera e me ne andavo in giro per la città, con la collaborazione di alcune colleghe. Una volta mi mascherai da gorilla. Mia suocera aveva fatto un lavoro eccellente: con la lana aveva creato il pelo dell'animale così fitto da sembrare vero. Io feci il resto. Andai in farmacia con una collega che mi portava al guinzaglio. Ero talmente entrata nel “personaggio” che...chiamarono la polizia. Alla fine, anche le forze dell'ordine si misero a ridere, dicendo che non era mai capitata una storia simile! In un'altra occasione, andai a prendere mia sorella in aeroporto vestita da “Vispa Teresa”. Entrai saltellando, facendo piroette, tra lo sbigottimento totale della gente e le richieste dei giapponesi che premevano per fotografarmi. Dovetti fermarmi solo per togliere la maschera, per motivi di sicurezza e così feci. Quando mia sorella mi vide, capì subito che ero io e rimase sconcertata: non era molto propensa a questi miei travestimenti. Mio fratello invece la pensava come me. Infatti, ogni anno, anche lui prendeva parte alla mascherata tanto che, il ristorante “Chiaraluce” che oggi non c'è più, ci ospitava, offrendoci la cena gratis per far ammirare i costumi ed il nostro estro”.
Il tuo rapporto con i bambini non si è fermato lì.
“Erano sicuramente altri tempi ed io, come molte altre colleghe, ci assumevamo responsabilità che oggi nessuno si prenderebbe. Innanzitutto organizzavamo recite e cori e numerose attività per i bambini, ma soprattutto si stava vicino alle loro esigenze. Ad esempio, li ho aiutati a superare la paura delle vaccinazioni, che allora si facevano a scuola, così come li accompagnavo al pullman o li facevo entrare a scuola prima dell'orario stabilito, quando i genitori lavoravano e non potevano fermarsi. Ricordo poi, con grande soddisfazione, di aver insegnato a mangiare ad alcuni piccoli allievi disabili seguendoli con tenacia e costanza. Ora è diverso, è cambiato l'approccio e la disponibilità”.




Liliana oggi è nonna e, con lo stesso spirito di una volta è accanto ai suoi nipoti per seguirli ed educarli. Alla domanda se ancora oggi si maschererebbe Liliana risponde di no: “Non ho più l'età per approcciarmi al travestimento così come l'ho concepito per anni”.